PENSIERI DI VITALIANO

 

PEDUZZI

 

1) Onorare i caduti e i morti, le memorie e i reduci soprattutto aiutando i vivi, i vivi più bisognosi

(Gli Alpini: né giovani né vecchi, né conservatori, né avveniristi, ma sempre attuali, fedeli alle memorie gloriose del passato, proprio perché le sanno prolungare nell’avvenire come vite vissute, sempre pagando di persona.)

 

2) Le attività fondate su quello slancio di amore umano che si chiama solidarietà (parola bella in tutte le lingue), danno gioia.

(Viviamo la meravigliosa vicenda della solidarietà: esaltiamola. Ognuno di noi dà, quello che può, come meglio può, senza voltarsi indietro e senza aspettare il ringraziamento.)

 

3) “È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si deve esserlo sempre.” (Pirandello)

(L’alpinità ha creato il miracolo: ha dato tanti eroi da leggenda e insieme milioni di galantuomini che hanno sempre, nell’avversa e nella buona fortuna, tenuto fede alla parola data alla Patria, la terra dei Padri, la gran radice.)

 

4) La cordata non è la corda: sono gli uomini che si sono uniti con quella corda.

   (Le Adunate degli Alpini sono l’incontro di gente che dà e non chiede, che parla di doveri prima di parlare di diritti, che lavora e non chiacchiera, che è carica di entusiasmo e di amore e non di cinismo e odio.)

 

5) “Noi alpini non abbiamo paura delle parole, come non abbiamo paura di niente e di nessuno; gridiamo alto e forte che quando sfiliamo a bandire spiegate, nel ricordo dei caduti e nel nome dei nostri vecchi e gloriosi reparti, portiamo un messaggio di italianità, portiamo il tricolore, portiamo l’ Italia, portiamo la Patria.” (Da un Comunicato dell’A.N.A.)

(L’A.N.A. non è una Associazione di reduci malati di nostalgia, di patetici commemoratori del passato: è una cosa viva che continua e si rinnova. I reduci sono rispettati e onorati per il loro passato, i giovani sono considerati a parità di dignità alpina: tutti guardano avanti.)

 

6) “Chi cala le braghe non salva quello che c’è sotto.”

(Per noi Alpini, la volontà di pace è un definitivo rifiuto della violenza in casa e fuori; è l’affermazione senza equivoci che la nostra volontà di pace è fondata su libertà, indipendenza, dignità dell’uomo. Non vogliamo però comperare la pace e men che meno pagarla con la perdita della libertà; vogliamo che la pace sia garantita dal fatto che nessuno è incoraggiato ad aggredirci proprio dalla facilità dell’aggressione.)

 

7) “Ieri oggi domani: Italia”.

(L’Alpino dell’ultima riga va all’adunata per esprimere con la sua piena presenza il mondo bellissimo che gli vive dentro e che, nella sua semplicità di parola non saprebbe esprimere con delle frasi. Per l’Alpino dell’ultima riga l’Italia è la signora Italia. Così lui la vuole, e per salutarla si alza in piedi e porta devotamente, orgogliosamente la mano ferma alla tesa del cappello, del suo onorato Cappello Alpino. Anche per questo va all’Adunata.)

 

Pensieri tratti dal libro "Scritto con la Penna".

 

Vitaliano Peduzzi, milanese, è nato il 12 gennaio 1909. Tipico, valoroso ufficiale degli Alpini. (4 decorazioni al valore, di cui due sul campo) ha partecipato alla guerra d'Etiopia ed alla seconda guerra mondiale sul fronte greco - albanese e in Montenegro.